Sono tornata da 15 indimenticabili giorni in sicilia...rieccomi catapultata nel mondo tecnologico..e pensare che non ne ho sentito per niente la mancanza della "grande scatola quadrata" che ora mi trovo di fronte..tanto avevo il cellulare che mi faceva restare in contatto con le persone a me più care.
Ho passato 15 giorni all' insegna del divertimento...ben 8.000 km abbiamo percorso sul suolo siciliano a bordo della mitica Fiat Punto noleggiata a Catania. Abbiamo visitato Siracusa, Agrigento, Catania, Taormina, Tindari, Cefalù, l' Etna, le grotte di Alcantara...abbiamo visto paesaggi stupendi, spiagge e mari bellissimi come il mare di S. Vito lo Capo in cui sembrava di essere alle hawaii..abbiamo assaporato piatti a base di pesce, e assaggiato i famosi cannoli siciliani. Ci voleva proprio una vacanza per staccare dalla quotidianità. Ora ho un paio di ringraziamenti da fare:
grazie al viaggio milano- catania che mi ha fatto scoprire che soffro il mal d'aereo
grazie al travelgum comprato e mai ingerito
un sentito grazie alla medusa che mi punse alla coscia
grazie al Gates che ha fatto passare Greco...sennò ci toccava lasciarlo a milano
grazie alle targhe gialle sulle auto francesi
grazie al cocktail a base di non so che cosa (consigliatoci da Francesco)che ci ha fatto prendere un "balla" indimenticabile
grazie alle polpette al sugo rosso della zia di vincenz
grazie alla noce di cocco che, dopo lunghi tentativi, Marco riuscì ad aprire
grazie a mondo marcio e a fabri fibra
grazie a Francesco con la sua canzone storpiata "..e ho tirato dentro un'emozione, e c'ho visto dentro tanto amore che ho capito perchè non si comanda al cuore..."
ma soprattutto un enorme grazie va ai ragazzi: Ele, Magno, Greco, Ila...vi voglio bene!!!
...il buio mi avvolge, la notte è mia compagna di vita.La notte è silenzio. "Un silenzio può valere più di 1000 parole" dicono...molta gente parla a sproposito solo per fare prendere aria alle tonsille, non da peso alle parole, perchè per certe persone le parole non hanno senso. Parole...milioni di parole che vengono usate a sproposito...ormai la parola in sè non ha un suo proprio significato...si annulla e diventa simile a miliardi di altre parole che udiamo uscir dalle milioni di labbra della gente che ci circonda...
Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare
respiro al largo, verso l'orizzonte.
Genova, repubblicana di cuore, vento di sale,
d'anima forte.
Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi carrugi,
parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi.
Genova, quella giornata di luglio, d'un caldo torrido
d'Africa nera.
Sfera di sole a piombo, rombo di gente, tesa atmosfera.
Nera o blu l'uniforme, precisi gli ordini, sudore e rabbia;
facce e scudi da Opliti, l'odio di dentro come una scabbia.
Ma poco più lontano, un pensionato ed un vecchio cane
guardavano un aeroplano che lento andava macchiando il mare;
una voce spezzava l'urlare estatico dei bambini.
Panni distesi al sole, come una beffa, dentro ai giardini.
Uscir di casa a vent'anni è quasi un obbligo, quasi un dovere,
piacere d'incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere,
la grande folla chiama, canti e colori, grida ed avanza,
sfida il sole implacabile, quasi incredibile passo di danza.
Genova chiusa da sbarre, Genova soffre come in prigione,
Genova marcata a vista attende un soffio di liberazione.
Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia
e uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia.
Si rompe il tempo e l'attimo, per un istante, resta sospeso,
appeso al buio e al niente, poi l'assurdo video ritorna acceso;
marionette si muovono, cercando alibi per quelle vite
dissipate e disperse nell'aspro odore della cordite.
Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,
ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.
Per quanti giorni l'odio colpirà ancora a mani piene.
Genova risponde al porto con l'urlo alto delle sirene.
Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione,
dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione,
come ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare
una vita troncata, tutta una vita da immaginare.
Genova non ha scordato perché è difficile dimenticare,
c'è traffico, mare e accento danzante e vicoli da camminare.
La Lanterna impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda.
Ritorna come sempre, quasi normale, piazza Alimonda.
La "salvia splendens" luccica, copre un'aiuola triangolare,
viaggia il traffico solito scorrendo rapido e irregolare.
Dal bar caffè e grappini, verde un'edicola vende la vita.
Resta, amara e indelebile, la traccia aperta di una ferita
-Guccini- "Piazza Alimonda"
Sono una persona normale? Penso proprio di no! Ma cosa s'intende per "normalità"? Se con questo termine vogliamo intendere essere il clone di tantissima altra gente che ci circonda ogni giorno per strada, di essere la perfetta incarnazione di ciò che questa società si aspetta da noi...allora NO, non sono normale. Voglio rimanere nella mia lucida follia, per poter così guardare dall'alto la gente che mi circonda e farmi due grosse risate.
In cosa credo? In niente. Già...non credo in dio, non credo nella famiglia, non credo nei valori della società. Verrò segnata come blasfema nel libro nero della chiesa e verranno centinaia di preti e cardinali a cercare di esorcizzarmi. La chiesa ha una potenza notevole sulla mente umana. L'uomo vuole credere in qualcosa, per cercare di darsi risposta a quesiti che non riesce a risolvere col suo piccolo cervello. Crede di trovare risposta nella fede. Si aggrappa a qualsiasi parola gli dia un minimo di certezza in più nell'andare avanti, e passa la sua vita a cercare di guadagnarsi il suo bell'angolo di paradiso in previsione della morte. Se solo potesse salirebbe sul ring a lottare con S.Pietro per cercare di vincere le tanto bramate "chiavi del paradiso"...inizierebbe una lotta all'ultimo sangue...eh, sì...perchè l'uomo non è mai contento di ciò che ha...lui vuole avere di più, e ancora di più...e non sarà mai pienamente soddisfatto.
Io vivo la mia vita e mi sforzo di credere in me stessa.
Ho messo via un pò di legnate
i segni quelli non si può
che non è il male nè la botta
ma purtroppo il livido.
_Liga_ ho messo via
Ma esiste veramente la Tranquillità? Beh, se da qualche parte c'è si vede proprio che vuole fuggire da me. Siedo davanti a questo schermo e premo i tasti corrispondenti alle lettere dell'alfabeto nella speranza di riuscire a scrivere qualcosa di sensato, cosa che vedo molto difficile in questo momento. Penso che la scrittura rende tutto più facile...scrivere mi piace e mi consente di buttar giù una manciata di idee, mi consente di esprimere pienamente ciò che provo in un determinato momento. Certo, parlare a quattrocchi con una persona è ciò che preferisco...vuoi mettere l'incontro tra due sguardi? il piacere di parlare a tu per tu con un'amico?...questo io lo definisco "contatto umano"...La scrittura è invece qualcosa di più intimo, qualcosa che ti viene da dentro. Scrivo quando sono giù o quando ho semplicemente voglia di buttare i miei pensieri su un pezzo di carta o su un post. Scrivere mi provoca una sensazione di totale tranquillità...non m'importa quanti leggeranno, non m'importa a che punto è il contatore delle visite nè quanti commenti ho sui vari post. Io scrivo innanzitutto per me stessa. La tecnologia non è il mio forte...con questi "gioiellini del nuovo secolo" non ci vado molto d'accordo...l'unica cosa positiva è che mi ha fatto conoscere meglio alcune persone e chiaccherare con loro, discutere con loro di vari argomenti...seppure dietro ad un monitor...Veramente questo post non ha 'sto gran senso...e non so nemmeno dove voglio andare "a parare"...vabbè...me ne frego...ora lo pubblicherò lo stesso
Forse non sai quel che darei
Perché tu sia felice
Piangi lacrime di aria
Lacrime invisibili
Che solamente gli angeli
san portar via
Ma cambierà stagione
ci saranno nuove rose
E ci sarà
dentro te e al di là
dell’orizzonte
una piccola
poesia
Ci sarà
forse esiste già al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te
Vorrei rinascere per te
e ricominciare insieme come se
non sentissi più dolore
ma tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e
fragili
per morire adesso
solo per un rimpianto
Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una piccola poesia
Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te
Perdona e dimenticherai
per quanto possa fare male in fondo sai
che sei ancora qui
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà
questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve
Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una piccola poesia
Ci sarà
forse esiste già al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te
anche per te
per te
Elisa - "Una Poesia Anche Per Te"
Penso che mi è rimasta una sola da fare: devo pensare solo a me stessa. Non dovrei pensare a tutto quello che mi accade intorno, ma non ci riesco...è più forte di me. Forse sono troppo emotiva e mi faccio un sacco di paranoie per nulla, mi preoccupo per tutto. Mi fermo a pensare, ma forse è meglio che non lo faccia. Molto spesso mi chiedo perchè accadono determinate cose, ma non riesco a darmi una risposta logica... o forse una risposta logica c'è...ma non voglio vederla. Ci sarebbe anche una soluzione a tutto questo...ma non la vedo, non voglio vederla. Mi sento in un vicolo cieco, ho davanti a me un muro invalicabile...vedo che c'è uno spiraglio, ma rimango lì a fissarlo senza muovere un dito. Non faccio nulla per cambiare lo stato delle cose...o magari a modo mio faccio molto,ma non basta. Aspetto che arrivi qualcuno con un'elicottero a portarmi in salvo, ma dentro me so che non ci sarà mai nessuno che ha un elicottero e che verrà a portare in salvo una delle tante persone che arenano in questa vita.